Cous Cous Fest: turismo e cultura

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Il 27 settembre prossimo a San Vito Lo Capo si rinnoverà l’appuntamento con il colorato mondo del Cous Cous Fest, un evento che si caratterizza per alcune connotazioni del tutto particolari che ne hanno decretato il successo non solo per tutti coloro che ogni anno affollano le vie di San Vito Lo Capo ma anche presso gli addetti ai lavori, giornalisti, chef e uomini di cultura.

Il tradizionale dialogo tra i popoli, abbinato al fascino suggestivo dei luoghi e al calore della gente, è il biglietto vincente che ha fatto di questa kermesse un vero e proprio evento irripetibile altrove. Il comune denominatore gastronomico costituito dal cous-cous, piatto povero ma ricco di cultura, storia e tradizione che accomuna tutto il Mediterraneo, sviluppa un suo percorso di interrelazione tra popoli differenti, promuovendo un dibattito interculturale che ha una sua precisa rilevanza in ambito euromediterraneo.

L’origine e lo scopo del Cous Cous Fest

Quei grani di semola che mani sapienti trasformano in un piatto eccezionale, al cous-cous fest sono divenuti negli anni i protagonisti di un abbraccio metaforico tra culture, razze, tradizioni e religioni differenti; basti pensare che questo straordinario piatto è nato nel Maghreb ma nel tempo è entrato a far parte della cucina italiana, francese, spagnola e anche israeliana.

Sono occasioni di confronto e conoscenza come questa che inducono i vari popoli a non manifestare un approccio di diffidenza verso “l’altro” e vederlo piuttosto come qualcuno con il quale poter condividere in pace e in armonia. In questo contesto e mai come al giorno d’oggi, la Sicilia svolge un ruolo delicato di crocevia di popoli e culture. La centralità geografica dell’isola si è trasformata, negli ultimi anni e con gli avvenimenti recenti ormai risaputi, in una speranza concreta per uomini e donne di trovare una nuova vita e una nuova dignità, negata nel Paese d’origine.

Cosa visitare nei pressi di San Vito Lo Capo

Il Cous-Cous Fest è anche “festival internazionale della cultura mediterranea”; dunque non è soltanto gastronomia ma bensì anche cultura, musica, colori e ritmo. È inoltre un metodo innovativo per promuovere l’immagine della Sicilia, offrendo a tutti i visitatori degli affascinanti itinerari turistici ed enogastronomici: una spiaggia bianchissima, il mare turchese dai fondali puliti e trasparenti, le splendide riserve naturali come quella dello Zingaro e Monte Cofano, sorgenti, piccole vie caratteristiche chiuse al traffico e colorate buoganville.

Approfittando del Festival, il turista potrà visitare il santuario di San Vito, giovane patrizio nazarese figlio di un alto funzionario di Roma, il quale dovette scappare perché cristiano e quindi soggetto alle persecuzioni da parte di Diocleziano: fu una tempesta che lo costrinse ad approdare in quel golfo riparato dove sarebbe sorta la cittadina a lui intitolata.

Altri luoghi da visitare nella zona sono poi: il parco archeologico di Selinunte che ospita numerosi templi con imponenti colonne; la medievale Erice che sorge sulle vette del monte Giuliano e da cui si può godere di un panorama spettacolare. Facilmente raggiungibili in aliscafo sono le isole Egadi, costituite da Favignana, Levanzo e Marettimo, piccolo paradiso ricco di fondali incontaminati che fanno parte dell’area marina protetta, interessanti anche per la conservazione di un patrimonio archeologico dal valore inestimabile.

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